Melinda Miceli oltre essere critico d’arte internazionale, ad avere incarichi onorifici quale direttore artistico di riviste d’arte come Luz Cultural, Arte storica, Arts direct, Explorer of art, di premi come l’Ipoogrifo d’oro, International art prize Giotto, Certamen sulle cattedrali, essere ambasciatrice onoraria di Ediciones Matrioska e Vicario internazionale dei Templari federiciani per la Cultura e l’arte, è autrice di tanti rinomati titoli tra cui Primadonna in Sicilia, La catedral del alma, La Sibilla e Templaris compendium, testi premiatissimi che si connotano per il loro misticismo, la completezza, la ricercatezza delle fonti e del lessico.

Il suo grande tributo contemporaneo alla Cultura di alto livello, lavora per difendere l’immagine degli antichi canoni stilistici dei veri letterati. Come gli antichi poeti Melinda Miceli trasmette nella sua letteratura temi importanti con un linguaggio fortemente connotato che appare funzionale ad un dialogo indirizzato a trascendere la sfera dell’umano. La grande importanza che nel mondo greco veniva attribuita alla poesia ritrova nella premiatissima scrittrice Melinda Miceli l’aura di sacralità che aleggiava attorno alla figura del poeta, depositario di una facoltà divina e strumento di rivelazione agli uomini di verità superiori.

Nelle sue opere si ritraccia un lavoro immane di armonizzazione e di rispolvero di grandi verità storiche appannate. Come l’antico poeta Melinda Miceli è oggi la custode della memoria storica e mitica collettiva. 

La sua ultima pubblicazione “Templaris Compendium” è un testo nato per fare chiarezza sulla storia dell’Ordine dalle origini a oggi in tutte le sue sfaccettature storiche, etiche, religiose, filosofiche, simboliche, ma è anche un libro pregiatissimo, arricchito da una grafica gotica inerente gli argomenti e corredato da foto antiche e rarissime, mappe, opere d’arte e pergamene che si avvale del progetto grafico di un critico d’arte internazionale come Melinda Miceli.

Dalla prefazione del Gran Maestro Corrado Armeri estraiamo:

La nota saggista e scrittrice si approccia al tema dei Templari in maniera scientifica e storiografica, basando il suo saggio sui documenti e sui dati oggettivi, ma non tralascia il loro linguaggio simbolico, la lingua ieratica con la quale espressero il loro culto Giovannita nel pensiero e nell’arte. Con una bibliografia esorbitante la ricercatrice Melinda Miceli nel suo testo “Templaris Compendium” espone una nuova organica sistemazione di tutte le informazioni disponibili sull’ordine cavalleresco attraverso uno studio caratterizzato da un approccio multidisciplinare che analizza storia, proprietà e vicende dell’ordine militare.

Un’opera composita ed armonizzata da un grande filo logico a cui ha lavorato per donare al pubblico interessanti, approfonditi e inediti contributi. Quattordici capitoli espongono una silloge di argomenti su quello che veramente furono i Cavalieri Templari e sui loro segreti finora mai rivelati o divulgati finora in dispersive monografie.

Leggende ed enigmi sono ancora inestricabili come quello che legava il Sommo poeta Dante Alighieri ai Templari. Sebbene nessun biografo ne fa cenno, emergono evidenti dalla lettura della Divina Commedia le note terzine che si riferiscono a Filippo il Bello e Clemente V.

I riferimenti ai Templari, sono numerosissimi e disseminati in tutte le tre cantiche, spesso in maniera cifrata, riconoscibili solo da chi ne possieda la chiave interpretativa. Un testo che sconfina anche nelle antiche preghiere, che va dall’architettura militare medievale, alla costruzione delle Cattedrali, dalla Linea sacra di san Michele, al Cammino di Santiago di Compostela. E ancora la dieta dei Templari, il rapporto con Federico II e San Francesco, la loro organizzazione e i loro costumi sociali e morali dettati dal mistico Bernardo di Clairvaux nella celebre regola. Un lavoro di ricerca e di organizzazione tematica prezioso di rara alchimia letteraria per lasciare ai posteri la possibilità di conoscere davvero il mondo dei Cavalieri del Tempio e la loro esemplare presenza storica ancora oggi spesso fraintesa col templarismo e altre società segrete. L’indagine della nota autrice permette di perlustrare il sentiero della verità nel levigare tutto ciò che il mito Templare di una letteratura eterogenea ha aggiunto alla Cavalleria Celeste del Medio Evo”.

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